Un artista di strada napoletano a Parigi

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di Matteo Liut per Avvenire 


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di Gaetano Piccolo

 

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di Anna Carotenuto 

Ci sentiamo vivamente onorati di portare alla luce racconti dove possiamo riscontrare delicati e non affermati musicisti sempre desiderosi di offrire bagliori e crepuscoli della propria anima, del proprio vissuto. E il lettore, prima di averne prova tangibile incontrandolo sulle strade della vita, individuerà il dolce canto di questo interprete napoletano che proietta esperienze del suo percorso con aneliti e palpiti in magnifiche espressioni che potremo paragonare al mondo o addirittura allo spazio. Perché lo spazio? Perché la sua storia, il suo racconto di vita, è come partire per un lungo viaggio in orbita, per approfondire tutto ciò che diviene obiettivo lungo, il tracciare e l’evolversi di un punto d’arrivo. Il suo.

Youri è un ragazzo sensibile e coraggioso, chitarra in spalla, una valigia di sogni e tanti progetti ancora da realizzare. Youri è un cosmonauta napoletano che vive – quasi stabilmente – a Parigi da un decennio. Il leggio è il timone della suaastronave, la sedia su cui sta seduto la poltrona di pilotaggio e la sua chitarra amplificata presenta tanti piccoli pulsanti colorati che si accendono e regalano, a chi ascolta, viaggi spaziali pur restando fermi. «Ma quanti sono?», ancora si chiede con genuina umiltà quando trova centinaia di persone ad ammirarlo, pronte a perdersi nella sua voce. Che sia al Centro Pompidou, al Montmartre, in metropolitana, agli Champs-Elysées o davanti la cattedrale di Notre-Dame.Ma anche a New York, Los Angeles, Stoccolma, Dublino, Istanbul, Berlino, in Messico, oltre che nella sua Napoli, non fa differenza.

L’«astronave» è sempre accesa, non si ferma mai. «La vera scintilla per fare il busker (artista di strada, ndr) si è consumata quando ho suonato il 21 giugno alla “Festa della Musica” nel 2006 – assicura Youri –. Comprai un amplificatore con batteria interna da mille euro – sudati e poi benedetti – e presi gusto a conquistare il pubblico delle piazze, fatto di spettatori eterogenei senza alcun requisito d’accesso. Da allora ho mollato il posto da cameriere che mi stava iniziando a stare stretto e trasformato la mia grande passione in un vero e proprio lavoro». Scelta quanto mai azzeccata: il successo di Youri Menna, oltre che da un alto numero di visualizzazioni sul canale Youtube, è certificato anche dal gran numero di cd che è riuscito a vendere, oltre 45 mila in carriera autoproducendosi. Ma tutto era già scritto, nel cosmo. Youri, che si chiama così perché il papà, appassionato d’astronomia, ammirava il cosmonauta russo Gagarin, primo uomo nello spazio il 12 aprile 1961.

Youri è nato il 12 aprile. Sincronismi cosmici. E alla fine tutto torna. Forse perché nessuna vita nasce per caso. La magnifica lettura che lascia Youri Menna crea una tinta romantica rara, sobria eppure carica di sentimenti. E il suo progetto, candido e allo stesso tempo magnificamente appassionato, s’esalta.

 

Il pezzo è stato pubblicato su inDialogo, Dorso di Avvenire, dicembre 2017, p.2

 

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