Senza smettere di far festa

A San Vitaliano la parrocchia inizia il nuovo anno pastorale vivendo in sobrietà i festeggiamenti per il patrono

“Durante l’emergenza di marzo-aprile abbiamo cercato di andare incontro alle difficoltà del territorio. Come tutti sappiamo, le difficoltà materiali di tante famiglie sono aumentate e ci siamo organizzati per rispondere nel miglior modo possibile”. Don Francesco Stanzione, parroco della comunità di Maria SS. Della Libera di San Vitaliano, ricorda i difficili mesi che abbiamo vissuto. “In genere la caritas parrocchiale aiutava, in modo fisso, circa 130 famiglie. Durante il lockdown i numeri sono cresciuti fino a 400. Ora sono circa 200 i destinatari fissi di un aiuto, quindi c’è stata un certo aumento. Non abbiamo mai interrotto il servizio di assistenza – continua don Francesco – l’abbiamo portato avanti fino al 31 luglio. Il mese di agosto ci è servito per rimpinguare il deposito e riorganizzarci in vista di settembre. Settembre è arrivato e adesso ripartiamo”.

Non solo l’assistenza a quanti erano già o sono entrati in sofferenza con la pandemia, ma anche naturalmente, l’intera vita comunitaria da far ripartire. “Settembre per San Vitaliano è da sempre un mese speciale – racconta don Francesco - nella seconda settimana, infatti, cade la festa del patrono – san Vitaliano, appunto -, e nella terza settimana ci sono le celebrazioni in onore della titolare della parrocchia. In entrambe le circostanze, quest’anno, non si possono tenere segni esterni, in particolare le processioni, per le ben note disposizioni di sicurezza cui tutti dobbiamo attenerci per tutelare la salute di ognuno. Ma ciò non impedisce di festeggiare, anche se in forma più sobria, questi momenti, provando a sfruttare l’occasione per riflettere insieme. Infatti, si sono tenuti e si terranno in parrocchia momenti di preghiera e lectio divina, nei quali, davanti alla Parola di Dio, proveremo a interrogarci sul tema: come riflettere su questo tempo. Insomma, una festa relativa, vissuta solo liturgicamente, ma vogliamo attraversare questo tempo facendone un’occasione di approfondimento comunitario”.

Nel frattempo, scandisce il giovane parroco, inizieranno i gruppi parrocchiali, catechismo e Azione cattolica: “Abbiamo iniziato il 12 settembre. Abbiamo circa 70 bambini ma un numero di animatori leggermente ridotto, dobbiamo organizzare tutto per garantire una certa normalità nella sicurezza. Anche le prime comunioni stanno per arrivare, naturalmente in piccoli gruppi: saranno gruppi da sei bambini alla volta. Chi non rientra nei gruppi di quest’anno si sposta all’anno prossimo”. Qual è l’umore della comunità? “C’è sicuramente ottimismo, speranza e voglia di ripartire, anche se dobbiamo convivere col problema. Devo dire che, paradossalmente, dalla fine del lockdown in poi, la fascia di fedeli con l’età media più alta è rimasta un po’ più ancorata alla parrocchia, mantenendo la partecipazione agli appuntamenti comunitari, mentre i giovani o le famiglie hanno un po’ perso i contatti. Spero che dopo l’estate si possa rivedere tutti e camminare insieme".




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