Salire sul surf della carità per un'estate da giovani

L'ultimo contributo di don Nicola De Sena per la rubrica di inDialogo "Gli anni belli".


L'estate al gusto covid ormai occupa il pensiero e la progettualità delle vacanze di un giovane che sognava tutt’altro per questa estate 2020. È un tempo strano, difficile da comprendere e
da accettare; il cambiamento dello stile di vita è ostico e la nostra volontà di tornare alla vita precedente è una tentazione forte. L’estate giovane è pur sempre alternativa, nei modi e nei tempi. Quest’anno può esserla ancora di più.

I giovani potrebbero programmare una vacanza diversa, che riesca a coniugare il divertimento e la gioia in altre forme. L’immersione nelle acque del mare, la bellezza del sole, le uscite serali con gli amici sono le caratteristiche più belle, ma quest’anno potremmo essere diversi? C’è un mare molto grande, direi immenso, che è la nostra umanità: in esso noi ci tuffiamo per riconoscerci e per riscoprire la bellezza del nostro essere. Un giovane può imparare tanto scendendo in escursione subacquea e può scoprire il fondale buio della nostra umanità, che può essere illuminato da qualcosa di più grande.

In questo periodo di pandemia il mare della nostra esistenza era in tempesta ed oggi noi vediamo le conseguenze: molti residui sono arrivati sulle spiagge della nostra società e tanti piccoli o grandi problemi sono emersi o riemersi. Oltre la crisi sanitaria, quella sociale sembra oggi non riuscire in una cura. Come può un giovane, immerso in queste acque burrascose, cavalcare le onde impetuose?

Potremmo suggerire loro il surf della carità: esso riesce a tenerci in piedi e ci permette di passare in mezzo alle mareggiate sociali che ci travolgono. La carità è la mozione del cuore che ci permette di entrare in pieno nel pericolo del mare, compromettendoci, ma dandoci alla fine una consolazione interiore. Un segno di carità può essere la vacanza alternativa di un giovane: collaborare con una delle nostre mense diocesane o col dormitorio, visitare i molti anziani reclusi in casa dal covid ed ora dal caldo intenso che sta arrivando. Creare gruppi di incontro nelle nostre piazze, nelle nostre città, perché si possa confrontarsi su quello che abbiamo vissuto, sui sentimenti di paura che ci hanno invaso, sulla precarietà che ci sta rodendo. Un giovane può scegliere la sua vacanza del cuore, che sia segno di contraddizione e faccia riflettere sulle priorità della vita, anche perché, dalle notizie recenti riguardanti la nostra Regione, il virus non è affatto scomparso, ma può divenire in qualsiasi momento di nuovo aggressivo, soprattutto grazie alla nostra irresponsabilità.

Allora ai giovani diciamo: «Vuoi vivere un’estate bella? Non rinchiuderti nelle storie di Instagram che ti ritraggono nei locali più in vista, ma sii tu protagonista vero della storia reale, quella ordinaria, che riesce a cambiare il volto dell’umanità e ti riempie di senso nuovo le giornate». Caro giovane, sii te stesso, riscopri la tua umanità, riscopri la bellezza della solidarietà e il gusto dell’amore! 

 




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