S.E. Mons. Francesco Marino

Francesco Marino, vescovo di NolaMonsignor Francesco Marino è nato a Cesa, provincia di Caserta e diocesi di Aversa, il 24 novembre 1955.

Ha frequentato gli studi medi-ginnasiali nel Seminario di Aversa e quelli teologici nel Seminario Interregionale Campano di Posillipo, conseguendovi il Baccalaureato in Teologia.

Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 6 ottobre 1979.

Ha seguito i corsi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Napoli e, nel 1989, si è licenziato in Teologia Dommatica alla Facoltà Teologica di Posillipo laureandosi in seguito, nel 1997, con la pubblicazione della tesi dottorale.

È stato Animatore dei seminaristi del liceo e Vicario Cooperatore nella Parrocchia di Sant’Antimo in Sant’Antimo (1979-1980); Docente di Religione nelle scuole statali (1979-1982); Vice-Rettore animatore di Gruppo nel Seminario di Posillipo (1980-1992); Parroco di S. Sossio e Madonna di Pantano a Villa Literno (1982-1994); docente di Ecclesiologia alla Facoltà Teologica di Posillipo (dal 1989); Responsabile della Formazione Permanente del clero, prima come Delegato Vescovile e poi come Vicario Episcopale (1991-1998); Assistente Diocesano di Azione Cattolica (dal 1992); Docente presso l’Istituto di Scienze Religiose della diocesi di Aversa (dal 1993); Parroco di S. Michele Arcangelo in Trentola Ducenta e Vicario Foraneo dell’omonima Forania (dal 1995). Dal 1997 è stato Cappellano di Sua Santità.

È stato Membro dei Consigli Presbiterale e Pastorale della diocesi di Aversa e della Commissione Presbiterale Regionale.

Il 13 novembre 2004 è stato eletto vescovo di Avellino, a seguito della rinuncia presentata da monsignor Antonio Forte.

L'8 gennaio 2005, nella chiesa cattedrale di Aversa, ha ricevuto l'ordinazione episcopale e il 15 gennaio ha iniziato il Ministero episcopale nella diocesi.

L’11 novembre 2016 è stato eletto vescovo della diocesi di Nola e il 15 gennaio 2017 ha iniziato il  Ministero episcopale in diocesi

 

 

Lo stemma

 

Stemma del vescovo Francesco Marino

Secondo la tradizione araldica ecclesiastica cattolica, lo stemma di un Vescovo è tradizionalmente composto da:

  • uno scudo, che può avere varie forme (sempre riconducibile a fattezze di scudo araldico) e contiene dei simbolismi tratti da idealità personali, o da tradizioni familiari, oppure da riferimenti al proprio nome, all’ambiente di vita, o ad altro;
  • una croce astile  a un braccio traverso,  in oro,  posta in palo, ovvero verticalmente dietro lo scudo;
  • un cappello prelatizio (galero), con cordoni a dodici fiocchi, pendenti, sei per ciascun lato (ordinati, dall’alto in basso, in 1.2.3.), il tutto di colore verde;
  • un cartiglio inferiore, con estremità bifide, recante il motto scritto abitualmente in nero.

 

Nel nostro caso si è scelto uno scudo di foggia bucranica (rinascimentale), classico e frequentemente usato nell’araldica ecclesiastica e una croce trifogliata in oro, gemmata con cinque pietre rosse che richiamano le Cinque Piaghe di Cristo.

 

 

Descrizione araldica (blasonatura) dello scudo del Vescovo Marino

“Partito: nel 1°di verde, a cinque spighe d’oro, due in banda, una in palo e due in sbarra, sormontate da un bisante d’argento caricato del trigramma IHS di nero a sua volta sormontato da una colomba con le ali spiegate d’ argento, nimbata e membrata d’oro; nel 2° dell’ultimo, alla campana al naturale posta in banda; al capo d’azzurro caricato di una stella (8) d’argento”

 

 

Il motto

IN ILLO UNO UNUM

(da Sant’Agostino - Enarr. in Ps. 127,3 )

 

 

Interpretazione 

Lo stemma episcopale di Mons. Francesco Marino richiama, nella parte superiore dello scudo, la maris Stella, simbolo di Maria Madre del Signore, modello e immagine della Chiesa, alla quale tutto il popolo santo di Dio, pastori, religiosi e fedeli laici, guarda come sicuro e luminoso punto di riferimento nella “navigazione” attraverso il tempo verso il porto sicuro dell’eterna Patria, compimento di ogni Speranza e santità. 

Inferiormente, nella prima parte, sullo sfondo verde che rappresenta le colline dell’Irpinia, in omaggio ad Avellino, prima sede episcopale a cu fu assegnato Mons. Marino, trova riferimento il motto episcopale “In Illo uno unum”, tratto dall’Enarr. in Ps. 127,3 di Sant’ Agostino, e si riferisce anch’esso al mistero della Chiesa, visto questa volta nella prospettiva dell’Eucaristia e del Corpo mistico di Cristo. La Chiesa, formata dall’Eucaristia, e l’unico Corpo di Cristo; infatti, la moltitudine delle spighe colme di grani è unificata nel pane eucaristico, l’ostia, mediante lo Spirito Santo, presente nel simbolo della mistica colomba. Opera principale del vescovo, maestro, sacerdote e pastore, è ricondurre, nell’unità sacramentale della Chiesa, la ricchezza dei carismi e ministeri che lo Spirito suscita per l’edificazione dell’unico Corpo di Cristo. Solo in Cristo abbiamo la pienezza della comunione, lo splendore della verità e la gioia della carità.

Nella seconda parte, su di uno sfondo d’oro, primo tra i metalli nobili, simbolo quindi della prima tra le Virtù teologali, la Fede, appare una campana in movimento, come chiamasse a raccolta il popolo di Dio: si tratta di un chiaro riferimento a San Paolino di Nola, patrono della Diocesi, compatrono della Campania e, secondo la tradizione, “inventore” della funzione liturgica delle campane.